"C'è una crescente preoccupazione a livello mondiale per quanto riguarda la potenziale neurotossicità degli anestetici. Studi su modelli biofisici, su animali e nell'uomo hanno identificato i cambiamenti molecolari che simulano la malattia di Alzheimer -

 

Creato con il contributo del Ministero dell'Università e della Ricerca nell'ambito del Programma di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale "Attivazione dei meccanismi neuropatogenetici della malattia di Alzheimer da parte degli anestetici e disfunzione cognitiva dopo intervento chirurgico nel paziente anziano (Progetto PRIN 2007H84XNH Coordinatore: V.Fodale)

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DEPRESSIONE DOPO ANESTESIA  ED INTERVENTO CHIRURGICO

SINDROME DEPRESSIVA

  POST-OPERATORIA

Sindrome depressiva, associata o meno a disfunzioni delle funzioni cognitive, che si manifesta dopo un intervento chirurgico e che ha di solito risoluzione spontanea.

Pur manifestandosi principalmente nella popolazione adulta/anziana sottoposta ad interventi di cardiochirurgia (esistono forti correlazioni tra la depressione post-operatoria e la cardiochirurgia, la chirurgia per bypass gastrico, ed alcune procedure di chirurgia plastica), la depressione post-chirurgica può anche verificarsi a qualsiasi età e dopo interventi chirurgici di diverso genere, addirittura anche negli adolescenti ...

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Le Disfunzioni Cognitive negli anziani dopo intervento chirurgico: come prevenirle?

Nonostante i progressi tecnologici in chirurgia e anestesia nel corso degli ultimi decenni, l'incidenza di disfunzione cognitiva postoperatoria rimane una complicazione relativamente comune nei pazienti chirurgici. Dopo l'intervento chirurgico, alcuni i pazienti, soprattutto  anziani, mostrano uno stato transitorio reversibile  di alterazioni cognitive cerebrali. Gli anestetici somministrati per rendere possibile la procedura chirurgica potrebbero alterare lo stato comportamentale del paziente, influenzando l'attività del cervello. Ci sono prove scientifiche sul potenziale rapporto tra disfunzioni cognitive postoperatorie e gli agenti inalatori più comuni attualmente in uso in anestesia (anestetici volatili: isoflurano, desflurano e sevoflurano, gassoso protossido di azoto). La letteratura disponibile non consente conclusioni definitive da trarre sulle possibili differenze tra gli anestetici in relazione alla successiva comparsa di disfunzione cognitiva. Tuttavia, tali informazioni è fondamentale per migliorare le prestazioni di anestesia e la sicurezza del paziente, così come gli esiti.

Articoli scientifici su anestesia e disfunzioni cognitive dopo intervento chirurgico

 

Anestetici e disfunzione cognitiva post-operatoria (POCD): un meccanismo etiopatologico simile a quello della malattia di Alzheimer?

Grazie alla longevità, il declino cognitivo presentato da alcuni pazienti anziani dopo intervento chirurgico degli anziani è emerso in pieno come un grave problema di salute, e per i quali sono stati implicati diversi fattori: uno dei più recenti è il ruolo degli anestetici. Gli effetti dei farmaci anestetici sono stati studiati a livello anatomico molecolare, cellulare e strutturale. Recenti studi, utilizzando la spettroscopia a risonanza magnetica nucleare, hanno dimostrato in vitro che diversi anestetici agiscono sulla oligomerizzazione del peptide beta-amiloide. La produzione incontrollata, l'oligomerizzazione e la deposizione di amiloide beta peptide, con successivo sviluppo di placche amiloidi, sono passi fondamentali nella genesi della malattia di Alzheimer. L'amiloide beta peptide è naturalmente presente nel sistema nervoso centrale, e si trova a concentrazioni più elevate nel cervello degli anziani. La somministrazione di alcuni anestetici generali nei pazienti anziani possono quindi aggravare la oligomerizzazione della beta-amiloide
e la sua deposizione, e quindi aumentare il rischio di sviluppare disfunzione cognitiva postoperatoria ...

Articoli scientifici su anestesia e disfunzioni cognitive dopo intervento chirurgico

 

 

Disfunzione Cognitiva

Post-Operatoria

Si tratta di una sindrome caratterizzata da riduzione delle funzioni cognitive (memoria, apprendimento, attenzione e percezione), difficoltà psicomotorie, demenza, delirio e depressione che si manifestano soprattutto nei soggetti anziani dopo intervento chirurgico. La sintomatologia regredisce spontaneamente nell'arco di alcuni giorni ma talvolta può protrarsi per settimane o addirittura mesi ... (leggi tutto l'articolo) di Daniela Schifilliti

Articoli scientifici su anestesia e disfunzioni cognitive dopo intervento chirurgico

 

 

Anestesia e Cancro

Anesthesia represents one of the most important medical advances in history, and, nowadays, can widely be considered safe, thanks to the discovery of new drugs and the adoption of modern technologies. Nevertheless, anaesthetic practices still represent cause for concern regarding the consequences they produce... (Surg Oncol. 2010 Jun;19(2):63-81)

Durante gli interventi chirurgici di asportazione dei tumori, gli agenti anestetici utilizzati potrebbero influire, positivamente o negativamente, sulla mobilità delle cellule tumorali, sulla recidiva e sull'eventuale sviluppo di metastasi? (leggi tutto l'articolo) di Maria Gabriella D'Arrigo

Elenco degli articoli scientifici del coordinatore di questo sito su anestetici e cancro

 

Genotossicità degli Anestetici

La genotossicità è la proprietà che possiedono alcune sostanze di indurre alterazioni strutturali o nucleotidiche a carico del DNA (il nostro patrimonio genetico), colpendo o la linea germinale, e quindi tali modificazioni saranno trasmesse alla prole, oppure la linea somatica, evento che si potrebbe favorire lo sviluppo di un cancro. Studi recenti suggeriscono che alcuni anestetici possiedono, almeno potenzialmente e in ricerche di laboratorio, proprietà genotossiche e attività mutagena. Quali le possibili implicazioni nell'uomo? La contemporanea somministrazione di alcuni anestetici e di un agente chemioterapico, potrebbe modulare gli effetti di quest'ultimi ?

Elenco degli articoli scientifici del coordinatore di questo sito su anestetici e genotossicità

 

 

 
 

DISFUNZIONI COGNITIVE E DEFICIT DI MEMORIA

DOPO ANESTESIA E INTERVENTO SONO FREQUENTI NEI PAZIENTI ANZIANI E IN QUELLI A RISCHIO DI DEMENZA 

E' POSSIBILE PREVENIRE?

PREPARAZIONE DEL PAZIENTE ALL'INTERVENTO  

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L'anestesia e l'intervento chirurgico  nell'anziano possono contribuire ad accelerare  l'esordio o slatentizzare l'Alzheimer o una demenza: come identificare il paziente  a rischio?

La malattia di Alzheimer è un preoccupante e crescente problema globale di salute pubblica. Alcuni anestetici inalatori comunemente utilizzati potrebbero essere coinvolti in neuro-degenerazione, promuovere e contribuire ad un esordio accelerata della malattia di Alzheimer. Tuttavia, è importante sottolineare che molti degli studi sono stati condotti in animali o in vitro, di conseguenza, i risultati e le conclusioni della maggior parte di loro non possono essere applicati direttamente alla clinica.

Articoli scientifici su anestesia e malattia di Alzheimer

 

Gli anestetici di dimensioni molecolari più piccole favoriscono l'aggregazione della proteina beta amiloide simulando i meccanismi patogenetici della della malattia di Alzheimer

La proteina  beta amiloide (Abeta), caratteristica della malattia di Alzheimer, è oggetto di aggregazione (la cosiddetta oligomerizzazione), un processo che aumenta la sua tossicità nei confronti del sistema nervoso centrale. Alcuni anestetici, comunemente utilizzati nelle sale operatorie di tutto il mondo,  potrebbero essere coinvolti in alcuni processi di neuro-degenerazione, promuovendo l'oligomerizzazione 'neurotossica' e contribuire ad accellerare l'esordio della malattia di Alzheimer. La dimensione molecolare di un anestetico ha quindi una profonda influenza sul processo di oligomerizzazione della proteina Abeta.

Articoli scientifici su anestesia e malattia di Alzheimer

 

 

 Anestetici che simulano i meccanismi eziopatogenetici della malattia di Alzheimer

Un progetto internazionale di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca chiarisce i possibili rapporti tra anestesia e malattia di Alzheimer. Il progetto coinvolge l'Università di Messina, La Sapienza di Roma, l'Università di Bologna, e centri di ricerca esteri.

Recenti studi condotti in laboratorio hanno messo in evidenza come alcuni anestetici, comunemente impiegati in sala operatoria, sono in grado di promuovere, direttamente e indirettamente, i meccanismi patogenetici della malattia di Alzheimer. Le ricerche di laboratorio, in collaborazione tra il Prof. Vincenzo Fodale dell'Università di Messina e Prof. Pravat K. Mandal del laboratorio del Department of Psychiatry - University of Pittsburgh Medical Center - Pittsburgh, PA, USA (successivamente trasferito al National Brain Research Institute, Dept. of Biotechnology, India). Gli esperimenti condotti mediante spettroscopia a risonanza magnetica nucleare hanno fornito un chiaro modello di link molecolare tra gli anestetici e la beta amiloide (marker della malattia di Alzheimer), suggerendo che alla base dell'interazione con la beta amiloide vi sono le caratteristiche biofisiche dei singoli anestetici: soltanto molecole di anestetico dalle piccole dimensioni riescono ad interagire con essa, inducendone l'aggregazione e simulando i meccanismi eziopatogenetici della malattia di Alzheimer. Pubblicato un volume sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Journal of Alzheimer's Disease

Articoli scientifici su anestesia e malattia di Alzheimer

 

Nuove Droghe e Anestesia

L'uso di nuove droghe sintetiche si sta rapidamente diffondendo, soprattutto tra i giovanissimi. I rave parties, le discoteche e tutti gli ambienti simili con la loro musica, le luci suggestive e la presenza di migliaia altre persone, sono spesso il punto di partenza per l’abuso: infatti, amplificando le loro percezioni, la loro empatia, la loro energia fisica ed il piacere sessuale, chi utilizza questo tipo di sostanze pensa di ricevere un’esperienza più coinvolgente. Ma negli ultimi anni, la nascita di nuove sostanze di abuso ha modificato significativamente il problema delle interazioni tra sostanze d’abuso ed l'Anestesia .... (leggi tutto l'articolo) di Nicola Gambadoro

 

Sindrome da Infusione di Propofol

Il propofol è un anestetico endovenoso ampiamente utilizzato negli adulti e nei bambini per la sedazione, l'induzione e il mantenimento dell'anestesia. Il Propofol ha guadagnato popolarità per la sua rapida induzione e il veloce recupero anche dopo un uso prolungato, e per la proprietà di protezione sul sistema nervoso centrale. Tuttavia, la prolungata somministrazione ad alti dosaggi di propofol sembrerebbe in grado di causare, pur se raramente, una complicanza talvolta fatale nota come sindrome da infusione di propofol.

Articoli scientifici sulla Sindrome da Infusione di Propofol

 

 
   
   
   
   
   
   
 
 

 

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CONGRESSI

 "Age Anaesthesia Association" Scientific Meeting,

Inghilterra, 9-10 Maggio 2013

 

 

Alcuni anestetici possono simulare i meccanismi eziopatologici della malattia di Alzheimer

Studi di laboratorio (Prof. Pravat Mandal) - Ricerche sperimentali dimostrano che gli anestetici inalatori accelerano uno dei fondamentali meccanismi molecolari della malattia di Alzheimer. Nel nostro modello sperimentale, gli anestetici inalatori di piccole dimensioni interagiscono con la beta amiloide promuovendone la sua aggregazione tossica.

Studi Clinici (V.Fodale) - Il crescente numero di pazienti anziani sottoposti ad interventi chirurgici, correlato anche all'aumento dell'aspettativa di vita, indica la potenziale interazione tra chirurgia, anestesia e demenza come gravida di possibili implicazioni sulla salute pubblica. In tal senso, è necessario prestare un'attenzione particolare agli anziani durante il periodo perioperatorio.

 

1st International Congress on Controversies in Longevity, Health and Aging.

Barcelona, Spain, June 24-27, 2010

Anestesia generale negli anziani e malattia di Alzheimer

La malattia di Alzheimer rappresenta una crescente preoccupazione per la salute pubblica globale, ed è probabilmente il risultato di molteplici fattori che causano e accelerando. L'anestesia sembra essere uno di questi multi-fattori, e potrebbe accelerare lo sviluppo di AD attraverso vie differenti. Tuttavia, per decenni, alcuni anestetici, sospettati di accelerare l'insorgenza della malattia, sono stati gli agenti della scelta per l'anestesia generale negli anziani e nei soggetti con malattie neurodegenerative. Pertanto, in soggetti anziani, la somministrazione di specifici anestetici  in soggetti anziani potrebbe essere un evento chiave nell'innescare o esacerbare il processo di neurodegenerazione.

 

VIDEO - Diagnosis of Alzheimer patients from Brain pH - Prof.P.K.Mandal

 

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